Tutta “colpa” dei Maya. Si tramanda che infatti che “per i Maya il cacao non era solo un alimento, ma un dono degli dei. La bevanda veniva utilizzata nei rituali religiosi, nei matrimoni e nelle cerimonie funebri. Il suo consumo rappresentava un legame diretto con le divinità, in particolare con Ek Chuah, il dio del commercio e del cacao. Così, sul filo della storia lontanissima, la cioccolata calda, che già è stimata essere una bevanda confortante e deliziosa, trova radici profonde nella civiltà Maya. Già molto prima di essere zuccherata e servita nelle moderne tazze, assurgendo a scopo cerimoniale, spirituale e comunitario. Pare che i Maya preparassero il cacao mescolato con acqua, spezie e spesso peperoncino, creando una bevanda spumosa che era simbolo di prosperità, saggezza e connessione divina.
Dall’ancestrale al contemporaneo il passo sembra lunghissimo e invece è breve. Sebbene la sua forma sia cambiata nel tempo, l’eredità della cioccolata calda è ancora presente. Oggi, in luoghi come lo Yucatán e il Chiapas, è comune trovare preparazioni che mantengono l’essenza delle sue origini, utilizzando cacao puro e spezie per ricreare quell’esperienza autentica. Ci ha pensato anche Choco-Story, con le sue diverse location, ad offrire l’opportunità di vivere in prima persona queste tradizioni, permettendo ai visitatori di immergersi nella storia del cacao e nel suo significato culturale.
Oggi tutti amano la cioccolata calda! È il comfort food invernale per eccellenza. Il cioccolato è sicuramente un alimento importante per il nostro organismo, soprattutto se viene consumato nella sua miscela fondente. A lungo il cioccolato fondente è stato sottoposto a studi e ricerche. Tra i maggiori benefici, possiamo sicuramente citare la produzione di serotonina, che è nota come l’ormone della felicità. Il cacao è stato coltivato fin dai tempi più antichi. I primi coltivatori furono quasi sicuramente gli Olmechi, una popolazione Mesoamericana stanziata a confine tra l’America e il Messico. Così possiamo anche affermare, dopo diverse scoperte, che la prima cioccolata calda, pur essendo lontana dalla bevanda che consumiamo oggi, fu preparata, senza dubbio, dai Maya. I primi a preparare una bevanda a base di cacao, a cui però aggiungere i loro fagioli. La bevanda da loro si chiama xocoati, una sorta di “bevanda amara e piccante”. Veniva preparata con l’acqua, il cacao, i fagioli e un pizzico di pepe! Per i Maya, era una bevanda davvero speciale, da preparare nelle ricorrenze. Tuttavia, è solo in seguito, nel 1517, che la cioccolata calda si fece conoscere in tutto il mondo.
Fu l’Imperatore Montezuma II a presentare all’esploratore spagnolo Hernan Cortés una sorta di bevanda dal nome “chocolati”. Era preparata con cioccolato, vaniglia e spezie. Dalla diffusione in Europa ad oggi, tante – forse troppe – leggende ruotano attorno alla nascita della cioccolata calda. Fino a prima del VXII secolo, ad esempio, la cioccolata calda era spesso preparata con acqua, cacao, spezie e addirittura il vino! Tuttavia, ad avere avuto l’idea che più si avvicina alla moderna concezione della bevanda furono i britannici. Invece di diluire il cacao in acqua, decisero di utilizzare il latte. La hot chocolate riscosse un successo talmente notevole da essere servita dopo pranzo, un po’ come accade per il caffè. In seguito, nel XVIII secolo, si cominciarono ad aprire, soprattutto a Londra, le prime cioccolaterie, ovvero le chocolate house. Tuttavia, non erano molte le persone a potere accedere alla bevanda: il costo del cacao era davvero proibitivo e solo l’alta società ne era a conoscenza.
Fino a qualche decennio fa, in Italia, non usavamo il termine di cioccolata calda, bensì solo “cioccolata”. Una delle sue varianti più interessanti è con aggiunta di panna montata e sono stati gli americani ad consumare questa variante per primi.
La “variante” Marchesi ha aperto altri capitoli. La cioccolata calda di Marchesi 1824 è una delle tradizioni invernali dei milanesi. Parliamo di una delle pasticcerie più rappresentative di Milano, che nel 2024 ha festeggiato due secoli di storia: Ci siamo stati per scoprire tutti i segreti di una produzione di alto artigianato e imparare cinque ricette da replicare a casa, la cioccolata calda, ma anche i biscotti sablé, il cocktail Aurora, il plumcake ai marroni.
Il Pastry Creative Director di Marchesi 1824 – riportato in La Cucina Italiana – è Diego Crosara: vicentino, classe 1965, dopo il diploma alla scuola di pasticceria di Cividale del Friuli, ha seguito numerosi corsi di perfezionamento con maestri di fama internazionale. Insegnante, autore di libri, giudice in importanti concorsi a tema, ha fatto parte della Nazionale Italiana Cuochi. Ha vinto il titolo di Campione del Mondo per la pasticceria e la Coppa del Mondo di Gelateria come allenatore. Oggi fa parte dell’Ampi, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani; nel 2023 ha vinto la sesta edizione di Artisti del Panettone, con il suo panettone milanese classico firmato Marchesi 1824, realizzato seguendo fedelmente la ricetta della tradizione.
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