Metti uno dei palazzi più belli e prestigiosi di Pisa. Ed un caffè storico che il prossimo 1 settembre compie i suoi “primi” 250 anni. Metti duchi, letterati e soldati della cavalleria che hanno frequentato i locali dell’edificio più conosciuto del Lungarno Pacinotti. Nel centro di Pisa, a due passi dal Ponte di Mezzo, il Palazzo Agostini Venerosi della Seta, è uno dei palazzi storici e più conosciuti della città. Conosciuto anche come Palazzo Rosso o dell’Ussero , è uno dei più belli e autentici edifici che abbracciano i Lungarni di Pisa. Fu costruito tra il XIV e il XV secolo ed è uno dei primi esemplari di architettura gotica in Toscana. La sua fama fu arricchita quando al piano terreno il 1 settembre del 1775 nacque il ” Caffè dell’Ussero “, che ospita l’Accademia Nazionale dell’Ussero. Un libro che sarà presentato il prossimo 1 settembre ripercorre questa storia fantastica. Ma andiamo per tappe…

Del legame indissolubile che unisce il “blasone” del palazzo al “blasone” del Caffè hanno scritto in tanti in tutti questi anni. Che i più antichi proprietari del palazzo Agostini ad oggi conosciuti furono gli Assopardi (o Azopardi) del XII secolo. Alcuni li indicano di origine safardita (Assopardi potrebbe essere la traduzione ebraica di “A Safardi”). Sta di fatto che la famiglia risulta presente in Pisa fino alla fine del XIV secolo quando perse numerose navi nella battaglia della Meloria (6 agosto 1284) contro i genovesi. Il Redi ed il Tolaini individuano la Torre degli Assopardi sul lungarno boreale, nelle vicinanze della chiesa di S. Ilario in Porta Aurea. Non a caso si racconta che nella prima metà del Trecento la famiglia degli Astajo fece costruire la propria dimora accorpando due case/torri – tra cui quella degli Assopardi – per realizzare un palazzo e affidò la direzione dei lavori ad alcuni degli architetti più importanti del periodo, probabilmente allievi di Giovanni Pisano. Il Redi afferma infatti di riconoscere nelle decorazioni della facciata analogie con le sculture del Camposanto Monumentale e della chiesa di Santa Maria della Spina ed ipotizza la mano di Giovanni di Balduccio o Lupo di Francesco, scultori attivi proprio in quegli anni a Pisa. Gli eredi di Jacopo e Filippo Astajo cedettero il palazzo ad Antonio del fu Primo di Antonio Primi, cittadino fiorentino, nel 1447. Pi tardi passerà in possesso alla famiglia fiorentina dei Visdomini che, il 25 gennaio 1465, lo cedette ai fratelli Antonio e Pietro, figli di Chelino di Piero da Capannoli, orefici pisani. Il 25 novembre 1496 Nicolao d’Alutine di Celino da Capannoli lo cedette a Mariano e Pietro Agostini.
Un salto più avanti e più prossimo a noi ci fa notare che il retro del Palazzo ha ospitato il “Cinema Lumière “, il più antico cinema italiano rimasto per decenni in esercizio, che iniziò le proiezioni nella sala dei biliardi del “Caffè dell’Ussero” nel 1899. Ristrutturato il 15 dicembre 1905 dall’architetto Luigi Bellincioni sul retro del palazzo, dove sorgevano alcuni antichi edifici originariamente costituenti la chiesa di Sant’Ilario in Porta Aurea. Il 19 ottobre 1906 vi venne realizzato il primo esperimento di sonorizzazione di pellicole da parte del professore Pietro Pierini dell’Università di Pisa, brevettato dalla Fabbrica Pisana di Pellicole Parlate sotto la dizione “Sistema elettrico per sincronismo di movimenti” e, dopo averne migliorato il funzionamento, come “Isosincronizzatore”. Danneggiato dai combattimenti cittadini durante la Seconda Guerra Mondiale, il locale venne chiuso nel 1944 e riaperto nel 1946 con il nome di “Supercinema”.
Unico nel suo genere la sua facciata non può non attirare lo sguardo dei passanti perché si distingue sul Lungarno proprio per la sua eleganza e per i materiali che la compongono: al posto della classica pietra (che era il materiale più comune e più utilizzato per edificare), la famiglia degli Astajo decise di impiegare materiali più economici ma comunque in grado di mantenere un effetto scenico degno di una famiglia di signori. Si optò quindi per degli elementi modulari in terracotta, dal caratteristico colore rossiccio (da qui il soprannome Palazzo Rosso) che ancora oggi permette di distinguere chiaramente il palazzo Agostini da tutti gli altri edifici presenti sul Lungarno Pacinotti. Dal 1946 quanfo la famiglia Astajo cedette il palazzo alla famiglia Agostini, proprietaria dell’edificio e specializzata nel commercio di seta, il rilancio ed il ruolo del Palazzo Rosso torna al centro della vita culturale di Pisa. Oggi il palazzo possiede un giardino pensile privato che si sviluppa su quattro livelli mentre sul retro, dove prima sorgeva la chiesa di Sant’Ilario in Porta Aurea, nel 1905 e, come scritto, il più antico cinema italiano, il cinema Lumière vive dal 2011 uno spazio trasformato in un locale per concerti e musica.
La leggenda dell’Ussero…
Il caffè dell’Ussero – conosciuto nell’Ottocento anche come “Caffè delle Stanze” per il collegamento al piano superiore con il circolo delle Stanze Civiche (fondato l’8 agosto 1818) e “Caffè dell’Unione” – ospitò le riunioni del primo Congresso Italiano degli Scienziati nel 1839 ed ha le pareti coperte di ricordi dei suoi illustri frequentatori.
Il nome del caffè, riportato già in un contratto di affitto del 1799, deriva da ussero, variante toscana e letteraria di ussaro, corpo di cavalleria leggera “esploratrice”. Requisito dalle Forze Armate Americane nel 1944, il locale venne riaperto come caffè-tabaccheria nel 1945 con il nome di “Usserino” nei locali adiacenti al vicolo del Tidi. Il caffè fu restaurato e riaperto negli attuali locali nel 1959 con la fondazione, il 9 settembre dello stesso anno, del “Accademia Nazionale dell’Ussero“.
Inaugurato nel 1775, il Caffè letterario posto al piano terra del Palazzo deve il suo nome a un gruppo di ussari che arrivarono a Pisa insieme al Granduca Francesco I di Lorena e alla moglie Maria Teresa d’Austria e vennero ospitati proprio all’interno del caffè nel 1750. Nacque proprio in questo periodo la leggenda che avvolge ancora oggi il Caffè dell’Ussero secondo cui, proprio in questi locali, venne imprigionato e murato vivo un ussero francese, il cui fantasma si narra che si aggiri ancora oggi facendo risuonare in modo lugubre e inquietante le catene con le quali era stato legato.
Ma il Caffè dell’Ussero non è solo un luogo di leggende, nelle sue sale hanno studiato artisti di fama nazionale e mondiale come, solo per citarne alcuni, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Montanelli e Giosuè Carducci.

Il volume che sarà presentato il 1 settembre…
In un volume molta di questa storia torna a raccontarsi con dovizia. E sarà proprio in occasione dei 250 anni del Caffè storico di Pisa che lunedì 1 settembre sarà presentato nella Sala Regia del Comune di Pisa il libro All’Ussero. Gustose tazzine di storia a firma di Alessandro Panajia. Il volume è arricchito dai contributi di Renato Bovani, Rosalia Del Porro, Simone Graziani, Lorenzo Gremigni e Federico Tognoni e edito da Edizioni ETS.
Il Caffè dell’Ussero, protagonista di questo volume, è sempre stato un vanto per Pisa essendo uno tra i più antichi e rinomati caffè storici d’Italia. In epoca risorgimentale è stato centro della vita goliardica e intellettuale. Situato nel centro pisano, di fronte allo spettacolare defluire delle acque dell’Arno in una posizione incomparabile e posto in un palazzo che, come scritto, è uno dei principali esempi di architettura gotica civile in Toscana, nel corso della sua vita ha visto la presenza di illustri frequentatori: politici e letterati come Renato Fucini, Giosuè Carducci, Giuseppe Giusti, Giuseppe Montanelli, Antonio Guadagnoli, Francesco Domenico Guerrazzi, Giuseppe Cesare Abba e in tempi recenti dai politici Giovanni Gronchi, Giovanni Spadolini e da scrittori come Antonio Tabucchi, Mario Praz, Salvatore Satta, Mario Tobino e Andrea Cammilleri e da noti attori che hanno soggiornato nel vicino Royal Victoria Hotel. Ma anche Giovanni Battista Niccolini, Pietro Bastogi, Carlo Bombrini, Pietro Gori, Enrico Ferri, Giovanni Gentile, Filippo Tommaso Marinetti, Giuseppe Lipparini, Luigi Puccianti, Titta Ruffo, Curzio Malaparte, Ezra Pound, Enzo Carli, Indro Montanelli, Tiziano Terzani, Renata Tebaldi, Luigi Comencini, Arnoldo Foà, Carlo Azeglio Ciampi, Romano Battaglia.
Ponte tra memoria e contemporaneità, il Caffè dell’Ussero testimonia come il rispetto per la storia possa convivere con le sfide del mondo moderno. Non a caso la lungimiranza della famiglia Agostini Venerosi della Seta e la competenza del giovane ed attuale Gestore, Emiliano Ipsaro Passione, hanno dato nuovo splendore al locale, riaffermandone il ruolo di punto di riferimento non soltanto per i pisani ma anche per i visitatori della città toscana.
Il volume che sarà protagonista il prossimo 1 settembre celebra non soltanto il prestigioso anniversario di questo Caffè celebre e storico d’Italia, ma anche il valore della storia che si rivela a chi sa ascoltare le vicende del passato adattandole al presente. Il volume è stato realizzato con il patrocinio dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia, della Associazione Dimore Storiche Italiane Toscana, dell’Accademia Nazionale dell’Ussero, del Circolo Filippo Mazzei e del Comune di Pisa. Chiunque prenoterà una copia del libro, al prezzo scontato di 20 euro, vedrà il suo nome incluso nella Tabula Gratularia.
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