Parte da Cercola, la città dove ha anche casa e radici, in provincia di Napoli, venerdì 3 dicembre alle ore 18, il viaggio di scoperta proposto nel libro di Vincenzo Ulderico Luly intitolato “La strada all’angolo” edito dalle edizioni neomediaitalia.


Come riesce un uomo che vive con lucidità, sagacia e acume, da più di otto decenni messi così tra il Novecento e gli anni Duemila, dediti all’arte, all’ingegneria, allo studio di un’architettura che è prototipo di vita e di futuro, che ha pubblicato già pagine di libri di memoria e cambiamenti epocali che si fanno costume e tendenza a riannodare, nuovamente, pagine deliziose di memoria e di vita vissuta? Diremmo, riesce se si chiama Vincenzo Ulderico Luly. Di lui esce ufficialmente, proprio in questi giorni, un nuovo libro dal titolo “La strada all’angolo” edito dalle edizioni neomediaitalia presentato per la prima volta venerdì 3 dicembre a Cercola, in provincia di Napoli.

“La strada all’angolo” è un percorso narrativo che si compone di racconti a cui Vincenzo Ulderico Luly, abile dicitore, dona un’anima. Ritratti obliqui di persone a cui Luly, ingegnere, architetto e design, avvezzo al gioco narrativo, conferisce nomi di fantasia. Racconti (da leggere anche separatamente) che nascono dalla memoria di vita trascorsa e da incontri e ricordi trasmessi. Che agiscono tra i luoghi di una città classica, unica e vetusta. Sono veri. Sono la scena reale di fatti antichi e moderni dietro quinte sagomate dal tempo. Le parole dei personaggi, talvolta nel dialetto difficile e crudo, appartengono al suono ritmico del tempo. Parlano di Napoli, fondo di idee e antico rifugio di sogni dove immergersi e, forse, liberarsi dal gravoso bagaglio quotidiano dei bisogni. Accadono a Napoli, città tragicamente solitaria e popolare, eppure allegra dacché capace di tramandare e accomunare, nel tempo, generazioni pronte a legarsi e lottare. Si svolgono qui ma potrebbero anche essere in una qualunque altra città. Dacché sono e restano racconti degli animi umani e dei loro accadimenti. Senza tempo, senza età, senza confini.

Nella foto Vincenzo Ulderico Luly

Nel 2014 di Vincenzo Ulderico Luly vide la stampa un altro libro/romanzo dal titolo “Leica II” che raccontava, sottesi tra il 1943-1995 altri passi di memoria e di vita vissuta. Era “la macchina fotografica Leica II, che Manfred eredita dal padre con numerosi negativi, che trascinava tutti davanti alla propria coscienza e diventava il filo che lega diverse persone, alcune realmente esistite, che per vari motivi avevano posseduto quella macchina fotografica. Manfred ne incontrò alcune a Berlino, città che segna per sempre il suo destino di uomo, e costoro gli raccontarono la loro tragica storia, documentata dalle foto scattate dal 1933 al 1944. Egli rivisse così con amarezza, in un continuo confronto, sia il tragico ricordo di queste persone sia la sofferta relazione con il padre, scaturita da un rapporto intenso, possessivo e ardito. Leica II era un racconto sulla memoria e insieme una ricerca sul senso della perdita degli affetti, sullo sfondo cupo e drammatico della seconda guerra mondiale. Un esordio letterario a cui fa seguito “La strada all’angolo” in una stagione che ha già vissuto per intero il dramma di una pandemia che ha cambiato i confini del mondo contemporaneo.

in redazione

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